Page:Labi 1997.djvu/117

This page has been proofread.

posta di esonero dal servizio di leva per gli artigiani sloveni, in quanto quest’ultimi erano indispensabili per la ricostruzione del Litorale (Primorje). Verso la metà di febbraio del 1918 venne istituita Županska zveza po vojni poskodovanih obcin (Unione dei sindaci dei comuni danneggiati dalla guerra) - più tardi Zveza slovenskih županstev (Unione dei sindaci sloveni) - che proseguì l’opera di ricostruzione del Goriziano, prefiggendosi in primo luogo il compito di rendere rioperanti le aziende di falegnameria, i mattonifici, i cementifici, le officine per la lavorazione della pietra e le cave di pietra. Già nel 1919, subito dopo l’occupazione, il governo italiano aveva emesso una legge sul danno cagionato dalla guerra, ma pochissimi Sloveni riuscirono a trarne vantaggio. Inizialmente il danno veniva risarcito in contanti, dopo il 1923 invece solamente sotto forma di buoni. Nel 1921 venne costituito a Verona un particolare istituto di credito il quale forniva degli anticipi di pagamento a titolo di risarcimento del danno di guerra, praticando però tassi di interesse molto alti. I lavori di ricostruzione venivano eseguiti da aziende edili ed i costi superavano l’indennità di guerra, per cui non furono pochi i danneggiati di guerra che si videro costretti a vendere all’asta il proprio edificio ristrutturato. Dopo il 1922 ad occuparsi delle questioni legate all’indennità di guerra per gli Sloveni fu il Stalni odbor v zaščito vojnih oškodovancev (Comitato permanente di tutela dei danneggiati di guerra) presso Zveza zadrug vojnih oskodovancev Goriško-Gradiščanske (Unione delle cooperative dei danneggiati di guerra della contea di Gorizia-Gradisca). Il danno cagionato dalla guerra, specie nell’agricoltura, veniva risarcito con enorme lentezza, e non fu mai completamente riparato.

LA QUESTIONE DEL CONFINE

Dopo la firma dell’armistizio, il 3 novembre 1918 a Villa Giusti presso Padova, tra il Comando Supremo dell’Intesa ed il comando militare austro-ungarico, l’esercito italiano attuò l’articolo 4 del patto di Londra ed occupò i territori previsti dallo stesso. Per quanto riguardava il Litorale (Primorje) l’armistizio stabiliva il ritiro dell’esercito austro-ungarico ad oriente della linea Pec-Predel- Mangart-Triglav - spartiacque delle gole di Podbrdo, Podlanišče e Idrija - a sud-est dello Sneznik, in modo che lo spartiacque della Sava venisse a trovarsi ad oriente, e dallo Snežnik al mare in modo che ad occidente rimanessero Kastav, Matulji e Volosko. Il territorio svuotato comprendeva oltre alla

SVOLJSAK: LA PRIMA GUERRA MONDIALE
127